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Emissioni inquinanti: Il caso dei motori endotermici

Motori endemici e emissioni inquinanti
Motori endemici e emissioni inquinanti

IL CONTRASTO DELLE EMISSIONI INQUINANTI – Il caso dei motori endotermici.

Nell’atmosfera delle aree urbane esistono inquinanti gassosi e particolato. Il fenomeno ha origini complesse: l’influenza dei parametri meteorologici e il ruolo dei fenomeni di trasporto, diffusione, dispersione e trasformazione chimico-fisica richiedono un’analisi profonda e accurata.

Fra le diverse sorgenti di emissioni originate dall’attività umana troviamo gli scarichi dei motori a combustione interna.

Sappiamo che la concentrazione degli inquinanti è una misura diretta della qualità dell’aria e chel’ambiente e le persone sono i principali recettori delle sostanze inquinanti.

Sappiamo anche, però, che tutte le previsioni (dei governi come degli operatori) indicano che nel medio periodo non si avrà un effetto di sostituzione dei combustibili fossili.

Al contrario ci troveremo di fronte all’aumento della domanda energetica dei paesi a forte crescita economica e al riposizionamento del mercato per effetto dell’arrivo di shale gas e tight oil.

Nei paesi dell’Unione Europea il contrasto dell’inquinamento atmosferico, originato dai combustibili fossili utilizzati nei trasporti, si fonda su tre pilastri: miglioramento della qualità dell’aria, innalzamento della qualità dei combustibili, ottimizzazione dei parametri motoristici.

A queste proposizioni strategiche corrisponde un forte impulso a:

a. impiegare combustibili fossili a basso impatto ambientale (ad esempio, GNC o GPL)

b. impiegare combustibili originati da fonti rinnovabili (biodiesel, bioetanolo, derivati)

c. adottare motori a basso consumo (ibridi, dual fuel)

d. perfezionare la meccanica (ad esempio, agendo sulla geometria della camera di combustione oppure installando sistemi d’iniezione multipla   come i common rail)

e. ottimizzare il controllo di processo dei propulsori (grazie a nuove tecnologie chimiche e elettroniche)

f. applicare dispositivi post-trattamento dei gas di scarico (TWC di nuova generazione, catalizzatori ossidanti o de-NO x, filtri antiparticolato)

g. migliorare le caratteristiche chimico-fisiche dei combustibili, attraverso la modifica della composizione di base ovvero mediante l’aggiunta di additivi.

Da un punto di vista normativo queste opzioni sono “assistite” da una serie di provvedimenti originati nelle istituzioni comunitarie europee e attualizzati nelle legislazioni dei singoli stati membri. In sintesi i principali atti di regolazione riguardano:

le prescrizioni per l’omologazione dei veicoli (ad esempio, la direttiva 2007/46/CE e le successive modifiche e integrazioni)

i requisiti di omologazione concernenti i livelli emissivi dei veicoli (per i veicoli passeggeri e commerciali leggeri, ad esempio, il regolamento(CE) 715/2007, da ultimo modificato dal regolamento(CE) 459/2012)

la qualità dei combustibili benzina e gasolio (direttiva 98/70/CE, da ultimo modificata dalla direttiva 2009/30/CE)

la qualità dell’aria (ad esempio, la direttiva 2008/50/CE)

la tassazione a fini ambientali (ad esempio, la direttiva 2003/96/CE)

i sistemi premiali, volti a promuovere i biocarburanti (direttiva 2009/28/CE) ovvero i veicoli puliti a basso consumo energetico (direttiva 2009/33/CE).

Giuseppe Tortora 1

1 Ingegnere chimico, coordinamento scientifico Fair

Image@: put.edidomus.it/auto/mondoauto/attualita/foto/419762_1251_nor_2013-emissioni-1.jpg

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